domenica 15 dicembre 2013
RECENSIONE: "LO HOBBIT-LA DESOLAZIONE DI SMAUG" 2013- Regia di Peter Jackson
Il viaggio di Bilbo Baggins, Gandalf e dei nanetti capeggiati da Thorin Scudodiquercia alla riconquista del regno di Erebor, occupato dal possente e temibile drago Smaug, continua nella seconda parte della nuova trilogia di Peter Jackson sull'universo creato da Tolkien. Dopo un piccolo flashback, la narrazione riprende esattamente da dove si era fermata nel precedente capitolo fino ad arrivare al momento più atteso della pellicola, lo scontro con Smaug. Ma prima che ciò avvenga, la compagnia dovrà affrontare tante altre avventure e ostacoli letali: ragni, orchi, elfi e il ritorno del Signore Oscuro Sauron. Inizio col dire che dal punto di vista dello svolgimento della storia, La Desolazione di Smaug non presenta i tempi morti che tanto sono stati criticati al primo film, anzi' tutto è calibrato benissimo. Ma come ben saprete, la suddetta trilogia è tratta dal libro di Tolkien del 1937 "Lo Hobbit", scritto 17 anni prima de Il Signore degli Anelli, che nacque palesemente come un libro per bambini adoperando quindi toni molto fiabeschi. Inizialmente erano previsti soltanto 2 film, ma poi Jackson decise di aggiungerne un terzo per dislocare in maniera migliore l'intera vicenda. Premesso che il vero motivo di questo "allungamento" è come spesso succede di tipo economico, il sottoscritto non si è indignato più di tanto nell'apprendere la notizia perchè Lo Hobbit è si un libro breve rispetto a quelli della saga successiva,ma nel quale comunque avvengono molti eventi che magari nel libro non sono molto approfonditi, e che potrebbe essere tranquillamente espansi (battaglie). Tuttavia, per allungare il brodo, Jackson è stato costretto ad inserire o reinserire personaggi che nell'opera di Tolkien non sono presenti o non esistono proprio. E' il caso dell'elfo Legolas, dalla trilogia del signore degli anelli, e alla new entry l'elfa Tauriel. Quest'ultima però risulta essere poco incisiva ai fini della storia, se non per la relazione amorosa che nascerà in maniera fin troppo frettolosa e ai limiti del ridicolo con uno dei nani. Ma in linea di massima non mi è dispiaciuto il suo inserimento, come anche quello di Legolas che in fin dei conti nella struttura della storia ci calza bene. Bisognerà attendere l'ultimo capitolo per poter sindacare sulla lora effettiva incisività nella storia. Notevole come venga messo in rilievo il cambiamento di Bilbo, che rimane comunque a mio parere il più adorabile personaggio della saga, in seguito al ritrovamento dell'anello. E se la sceneggiatura talvolta barcolla leggermente, è nella cura dei dettagli e nell'uso magistrale della CGI che si ritrova la vera eccellenza di questo secondo film, che riesce addirittura a superare dal punto di vista tecnico tutti i suoi predecessori. Gli ultimo 40 minuti sono da standing ovation! Dimenticate tutti i draghi che avete visto al cinema finora, Smaug è veramente il più fascinoso, grandioso, imponente drago mai visto e realizzato. Jackson dirige magistralmente tutte le scene d'azioni, ma in particolare il finale, per poi staccare in un punto cardine e costringerci a reimpostare di nuovo il timer, questa volta al 7 dicembre 2014, quando uscirà nelle sale "Racconto di un ritorno" (ultimo atto, già ultimato e in fase di post-produzione). Insomma, Lo Hobbit-La Desolazione di Smaug è un film che funziona, nonostante il legittimo malcontento dei puristi tolkieniani in seguito a sostanziali cambiamenti, ma c'era da aspettarselo. Ciò che conta è che sia sia dimostrato un'ottimo preludio a quello che sarà il gran finale, o almeno si spera. Voto: 4/5
sabato 31 agosto 2013
RECENSIONE ELYSIUM
di Patalano Pietro

A 4 anni di
distanza dal successo di District 9, film a budget contenuto che nel
2009 riusci' ad ottenere l'acclamazione di critica e pubblico e 3
nomination agli Oscar tra cui miglior film, Blomkamp
torna con uno sci-fi dalla portata notevolmente maggiore. Il regista
sudafricano può infatti contare su 115 milioni di dollari di budjet
e 2 premi Oscar, Matt Damon e Jodie Foster. Anno 2154, l'umanità è divisa: i ricchi vivono su Elysium, una
paradisiaca stazione spaziale, e tutti gli altri sulla Terra, ormai
disastrata e inquinata . Il governo e il
segretario (un'ottima Jodie Foster) cercano in tutti i modi di
impedire che navicelle non autorizzate sbarchino
sul suolo di Elysium. I cittadini della terra guardano il cielo con
il desiderio e la speranza di partire per raggiungere questo luogo
dove tutte le malattie si curano in pochi secondi e la vita è
lussuosa e tranquilla, ma sono consapevoli di non poterci mai
arrivare perché il loro triste destino è di sottostare ai più
ricchi e lavorare per il loro benessere. Il protagonista Max, un Matt
Damon credibilissimo in un contesto futuristico del genere, ex ladro
e ora occupato in un'industria che si occupa di produrre robot
progettati per servire gli abitanti di Elysium e controllare quelli
della terra. Un giorno, durante il lavoro, Max ha un incidente e il
suo corpo subisce delle radiazione che lo porteranno alla morte entro
5 giorni. Egli deve dunque riuscire a raggiungere Elysium a tutti i
costi, ma la sua non sarà soltanto una missione personale, ben
presto diventerà un tentativo di liberare il popolo della terra
dalla schiavitù che da decenni lo affligge e cosi' raggiungere
finalmente un'uguaglianza. Il denaro, strumento creato e manipolato
dagli uomini, che ha determinato, determina e purtroppo secondo
Blomkamp determinerà anche in futuro il valore delle persone,
decretando coloro che meritano di salvarsi a discapito di tutti gli
altri. Quella di Elysium sembra apparentemente un trama semplice,
lineare, a tratti già vista ma come in tutte le opere di questo
autore, il contesto action da tipico blockbuster nasconde invece
riferimenti e messaggi sociali molto taglienti. In questo caso la
disuguaglianza, affrontata sicuramente in maniera potente, poteva
però essere maggiormente approfondita nel corso del film diventando
ancora più fondamentale per la storia.La domanda che
sorge è: perché soltanto una parte della popolazione può vivere ad
Elysium quando invece tutti potrebbero vivere bene e in pace? A questo
quesito si trova risposta nella voglia di potere e di arricchimento
intrinseca in tutti gli uomini, pronta a scavalcare anche la dignità
umana pur di raggiungere il proprio ingiusto scopo. In pratica, gli abitanti della terra devono lavorare per mantenere altro lo standard di vita dei più ricchi.Il film si fa pertanto portavoce di queste riflessioni riguardo temi classici e per alcuni, ormai banali in opere cinematografiche. Certo, Elysium non è il primo film a parlare di ingiustizie sociali, disuguaglianza ecc. ma lo fa molto bene e in un contesto futuristico, cosa ancora più triste perchè dimostra che anche a distanza di 141 anni le cose non sono per niente cambiate. Spesso in questi casi, registi talentuosi, trovandosi di fronte a somme di denaro cosi' ingenti finiscono per cadere nel commerciale e perdere quindi l'inventiva e l'originalità che aveva reso i loro film precedenti dei veri e propri gioielli. Purtroppo è successa la stessa cosa anche a Blomkamp. Elysium è un ottimo film d'intrattenimento, ricco di azione e di momenti emozionanti, curatissimo visivamente. I paesaggi sono visivamente impeccabili e la tensione riesce a mantenersi alta dall'inizio alla fine. La regia riesce a gestire bene tutto l'ottimo apparato tecnico con riprese abbastanza movimentate e rallenty molto belli. Il problema principale lo ritroviamo nella sceneggiatura, costellata da innumerevoli e palesi buchi o voragini, elementi che non coincidono o che non hanno alcun senso. Dunque, posso consigliarvi di vederlo come un semplice blockbuster d'azione ma non aspettatevi nulla di più. Voto 3/5
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domenica 11 agosto 2013
RECENSIONE: "L'EVOCAZIONE-THE CONJURING"
scritta da Patalano Pietro
Il genere horror, quest'anno, ha sfornato una gran quantità di titoli dei quali soltanto alcuni possono definirsi accettabili, ma nessuno purtroppo totalmente convincente. E' bello pero' constatare come ultimamente gli studios americani abbiano deciso di seguire il modello orientale: non servono litri di sangue per realizzare un buon film, basta semplicemente puntare tutto o quasi sulla suspense, elemento fondamentale del genere. Ecco che arriva finalmente anche in Italia, in contemporanea con la Francia ma un po in ritardo rispetto agli USA e ad altri paesi europei, l'ennesimo progetto la cui campagna pubblicitaria ha creato aspettative altissime negli appassionati e nel pubblico in generale. Sto parlando de "L'Evocazione", in originale "The Conjuring". Costato soltanto 20 milioni di dollari, ne ha già' incassati più di 140 in tutto il mondo esordendo al primo posto del Box Office americano, e ricevendo l'acclamazione generale da parte della critica internazionale. C'è stato chi, fra i giornalisti, che lo ha definito il "miracolo dell'anno" e addirittura "uno dei film di case infestate e possessioni demoniache più paurosi degli ultimi anni". In effetti le potenziali sono ottime, la regia di James Wan(Saw e Insidious) su una sceneggiatura dei fratelli Hayes, tratta a sua volta da avvenimenti realmente accaduti e raccontati dai veri protagonisti. Anno 1971, la famiglia Perron, marito e moglie più 5 figlie, si trasferiscono in un vecchio casale ad Herrisvile dove presto inizieranno a manifestarsi strani eventi e quindi presenze paranormali. La situazione peggiora e i coniugi sono costretti a chiedere l'aiuto di due famosi chiaroveggenti, Ed e Lorraine Warren (che con loro numerose esperienze in merito hanno ispirato la saga di Amityville Horror), anch'essi marito e moglie. Ovviamente il tutto si svilupperà' in un crescendo di tensione e azione. Ma la domanda e': siamo di fronte davvero al migliore film horror dell'anno o invece dovremo digerire l'ennesima delusione? Dopo aver visionato il film in anteprima, posso brevemente riassumerlo con una sola parola: STRAORDINARIO. Ma esaminiamo il tutto in maniera schematica ed esauriente. Nei primi minuti della pellicola ci vengono subito presentati i Warren e mostrato il loro modo di lavorare, per poi spostarsi sull'arrivo della famiglia Perron nella loro nuova casa. Da qui il film si svilupperà in modo equilibrato e realistico, mantenendo sempre il giusto ritmo, né troppo lento e né troppo veloce (cosa che a mio parere dovrebbe avvenire in ogni film di questo genere). Dunque la prima parte è dedicata ad esplorare i protagonisti, approfonditi e interpretati magnificamente, e fare in modo che il pubblico si affezioni a loro per poi poterli sostenere emotivamente quando la situazione diverrà ancora più critica. La seconda parte, invece, è molto più movimentata ma la cosa che rende questo film una vero gioiello è che il regista riesce perfettamente a fondere la suspense con l'azione, il dinamismo con il giusto approfondimento psicologico dei personaggi, il terrore con i sentimenti umani. Ciò dà un buon contributo a quel che sarà il puzzle finale, le basi sulle quali e con le quali però andranno aggiunti e fusi tanti altri elementi. Un pezzo importante è senza dubbio la regia, Wan realizza dei movimenti di macchina davvero notevoli come il piano sequenza iniziale e le innumerevoli dolci zoomate che, a differenza di quelle di Snyder che sono tutt'altro che dolci, si armonizzano talmente bene con le immagini da creare un senso di scorrevolezza che rende il tutto molto più realistico e spettacolare. Notare tutte queste trovate registiche in un film horror è alquanto raro, come è altrettanto raro assistere a delle prove attoriali del genere. In particolare Vera Farmiga, che interpreta Lorraine Warren, riesce a trasmettere terrore mischiato a speranza e positività anche solo con le espressioni del viso. In generale l'intero cast porta in scena la storia di una normale famiglia che da un momento all'altro si ritrova in una situazione pazzesca in modo autentico, proprio come faremmo tutti, con reazioni umane mai esagerate o fuori luogo. Ma tornando alla straordinaria regia, c'è da dire che non avrebbe fatto lo stesso effetto senza la riuscitissima fotografia di Leonetti, non statica e capace di adattarsi alle esigenze delle varie scene. Stesso discorso per le scenografie, la casa realizzata in legno è il contesto ideale per ambientare il film perché permette di adoperare particolari effetti sonora che si riveleranno un vero punto di forza. Questi elementi andranno a fondersi in tutta loro efficacia nell'epica scena dell'esorcismo finale, causando un impatto visivo ed emotivo tali da catapultare lo spettatore all'interno del film. Se Shining è considerato il primo film horror epico della storia, L'evocazione è un degno erede. Indubbiamente la pellicola è realizzata in modo oggettivamente buono, sicuramente il miglior film di case infestate e possessioni degli ultimi anni, e per quanto riguarda la paura che può causare......... Bisogna tener ben presente che dopo decenni di film horror, e soprattutto per i cultori del genere, è sempre più difficile spaventarsi. Però, dovremmo anche pensare e immaginare a che effetto ci avrebbe fatto lo stesso film se fosse uscito decenni prima. Quindi penso che la questione ormai non sia più di tanto spaventarsi o meno ma bensì'apprezzare come la pellicola sia stata realizzata dal punto di vista cinematografico. Ma con tutto ciò non sto assolutamente sostenendo che L'Evocazione non faccia paura, anzi' ci sono momenti dove la suspense culmina in scene molto inquietanti e spaventose da far saltare dalla poltrona, soprattutto grazie al montaggio sonoro che voglio nuovamente lodare. Il puzzle dunque è composto, i pezzi ci sono tutti, e secondo il mio parere l'opera finale è davvero davvero pregevole, pronta ad essere ammirata anche dal pubblico italiano. Sarà un trionfo anche da noi come lo è stato in tutto il resto del mondo? Vedremo. Ma ora voglio concludere la recensione rivolgendomi sia ai fan del horror e sia al pubblico in generale: DOVETE ASSOLUTAMENTE ANDARLO A VEDERE PERCHE' SICURAMENTE NON VE NE PENTIRETE, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO DI DEFINIRLO UN GIOIELLIO COME IL SOTTOSCRITTO O SEMPLICEMENTE UN NORMALE HORROR. BUONA VISIONE!
VOTO: 4/5

Il genere horror, quest'anno, ha sfornato una gran quantità di titoli dei quali soltanto alcuni possono definirsi accettabili, ma nessuno purtroppo totalmente convincente. E' bello pero' constatare come ultimamente gli studios americani abbiano deciso di seguire il modello orientale: non servono litri di sangue per realizzare un buon film, basta semplicemente puntare tutto o quasi sulla suspense, elemento fondamentale del genere. Ecco che arriva finalmente anche in Italia, in contemporanea con la Francia ma un po in ritardo rispetto agli USA e ad altri paesi europei, l'ennesimo progetto la cui campagna pubblicitaria ha creato aspettative altissime negli appassionati e nel pubblico in generale. Sto parlando de "L'Evocazione", in originale "The Conjuring". Costato soltanto 20 milioni di dollari, ne ha già' incassati più di 140 in tutto il mondo esordendo al primo posto del Box Office americano, e ricevendo l'acclamazione generale da parte della critica internazionale. C'è stato chi, fra i giornalisti, che lo ha definito il "miracolo dell'anno" e addirittura "uno dei film di case infestate e possessioni demoniache più paurosi degli ultimi anni". In effetti le potenziali sono ottime, la regia di James Wan(Saw e Insidious) su una sceneggiatura dei fratelli Hayes, tratta a sua volta da avvenimenti realmente accaduti e raccontati dai veri protagonisti. Anno 1971, la famiglia Perron, marito e moglie più 5 figlie, si trasferiscono in un vecchio casale ad Herrisvile dove presto inizieranno a manifestarsi strani eventi e quindi presenze paranormali. La situazione peggiora e i coniugi sono costretti a chiedere l'aiuto di due famosi chiaroveggenti, Ed e Lorraine Warren (che con loro numerose esperienze in merito hanno ispirato la saga di Amityville Horror), anch'essi marito e moglie. Ovviamente il tutto si svilupperà' in un crescendo di tensione e azione. Ma la domanda e': siamo di fronte davvero al migliore film horror dell'anno o invece dovremo digerire l'ennesima delusione? Dopo aver visionato il film in anteprima, posso brevemente riassumerlo con una sola parola: STRAORDINARIO. Ma esaminiamo il tutto in maniera schematica ed esauriente. Nei primi minuti della pellicola ci vengono subito presentati i Warren e mostrato il loro modo di lavorare, per poi spostarsi sull'arrivo della famiglia Perron nella loro nuova casa. Da qui il film si svilupperà in modo equilibrato e realistico, mantenendo sempre il giusto ritmo, né troppo lento e né troppo veloce (cosa che a mio parere dovrebbe avvenire in ogni film di questo genere). Dunque la prima parte è dedicata ad esplorare i protagonisti, approfonditi e interpretati magnificamente, e fare in modo che il pubblico si affezioni a loro per poi poterli sostenere emotivamente quando la situazione diverrà ancora più critica. La seconda parte, invece, è molto più movimentata ma la cosa che rende questo film una vero gioiello è che il regista riesce perfettamente a fondere la suspense con l'azione, il dinamismo con il giusto approfondimento psicologico dei personaggi, il terrore con i sentimenti umani. Ciò dà un buon contributo a quel che sarà il puzzle finale, le basi sulle quali e con le quali però andranno aggiunti e fusi tanti altri elementi. Un pezzo importante è senza dubbio la regia, Wan realizza dei movimenti di macchina davvero notevoli come il piano sequenza iniziale e le innumerevoli dolci zoomate che, a differenza di quelle di Snyder che sono tutt'altro che dolci, si armonizzano talmente bene con le immagini da creare un senso di scorrevolezza che rende il tutto molto più realistico e spettacolare. Notare tutte queste trovate registiche in un film horror è alquanto raro, come è altrettanto raro assistere a delle prove attoriali del genere. In particolare Vera Farmiga, che interpreta Lorraine Warren, riesce a trasmettere terrore mischiato a speranza e positività anche solo con le espressioni del viso. In generale l'intero cast porta in scena la storia di una normale famiglia che da un momento all'altro si ritrova in una situazione pazzesca in modo autentico, proprio come faremmo tutti, con reazioni umane mai esagerate o fuori luogo. Ma tornando alla straordinaria regia, c'è da dire che non avrebbe fatto lo stesso effetto senza la riuscitissima fotografia di Leonetti, non statica e capace di adattarsi alle esigenze delle varie scene. Stesso discorso per le scenografie, la casa realizzata in legno è il contesto ideale per ambientare il film perché permette di adoperare particolari effetti sonora che si riveleranno un vero punto di forza. Questi elementi andranno a fondersi in tutta loro efficacia nell'epica scena dell'esorcismo finale, causando un impatto visivo ed emotivo tali da catapultare lo spettatore all'interno del film. Se Shining è considerato il primo film horror epico della storia, L'evocazione è un degno erede. Indubbiamente la pellicola è realizzata in modo oggettivamente buono, sicuramente il miglior film di case infestate e possessioni degli ultimi anni, e per quanto riguarda la paura che può causare......... Bisogna tener ben presente che dopo decenni di film horror, e soprattutto per i cultori del genere, è sempre più difficile spaventarsi. Però, dovremmo anche pensare e immaginare a che effetto ci avrebbe fatto lo stesso film se fosse uscito decenni prima. Quindi penso che la questione ormai non sia più di tanto spaventarsi o meno ma bensì'apprezzare come la pellicola sia stata realizzata dal punto di vista cinematografico. Ma con tutto ciò non sto assolutamente sostenendo che L'Evocazione non faccia paura, anzi' ci sono momenti dove la suspense culmina in scene molto inquietanti e spaventose da far saltare dalla poltrona, soprattutto grazie al montaggio sonoro che voglio nuovamente lodare. Il puzzle dunque è composto, i pezzi ci sono tutti, e secondo il mio parere l'opera finale è davvero davvero pregevole, pronta ad essere ammirata anche dal pubblico italiano. Sarà un trionfo anche da noi come lo è stato in tutto il resto del mondo? Vedremo. Ma ora voglio concludere la recensione rivolgendomi sia ai fan del horror e sia al pubblico in generale: DOVETE ASSOLUTAMENTE ANDARLO A VEDERE PERCHE' SICURAMENTE NON VE NE PENTIRETE, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO DI DEFINIRLO UN GIOIELLIO COME IL SOTTOSCRITTO O SEMPLICEMENTE UN NORMALE HORROR. BUONA VISIONE!
VOTO: 4/5

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