venerdì 7 marzo 2014

RECENSIONE CULT: STAND BY ME -RICORDO DI UN'ESTATE (1986)

Molto spesso Stephen King viene etichettato come uno scrittore esclusivamente horror-thriller, autore di storie terrificanti. E nonostante nella maggior parte dei suoi romanzi il contesto horror faccia in realtà soltanto da sfondo a tanti altri temi, il famoso romanziere statunitense ha partorito storie di tutt'altro genere. L'emblema di tutto ciò è la raccolta datata 1982, Stagioni Diverse, dove King ha dedicato ad ognuna delle 4 stagione un racconto, dai quali sono poi stati tratti 3 film: Le ali della libertà, L'allievo e Stand by Me - Ricordo di un'estate.
Diretto da Rob Reiner (regista di un'altro adattamento di un libro di King, Misery Non deve morire, e anche di Harry ti presento Sally, La storia fantastica e Codice d'Onore), Stand By me è diventato, a distanza di 28 anni dalla sua uscita nelle sale, un cult intramontabile, riuscito a colpire e segnare molte generazioni. Il film parla di crescita, del lungo viaggio verso la maturazione e appunto dell'adolescenza, un periodo pieno di insicurezze e preoccupazioni ma di cui poi tutti ne conserviamo un buon ricordo.



Stand By Me è la storia di un viaggio. Estate 1959, periodo che precede l'inizio delle scuole. Nella cittadina di Castle Rock (frutto della fantasia di Kink e ambientazione di molti suoi romanzi), un gruppo di 4 ragazzi di 12 anni pronti a passare al Ginnasio, si avventurano alla ricerca del corpo di un ragazzo della loro stessa età scomparso 3 giorni prima. Nel caso fossero riusciti a ritrovarlo, loro pensano che sarebbero diventati famosi e che tutte le tv e i giornali avrebbero parlato di loro. Ma il viaggio che faranno, e tutte le avventure che vivranno insieme, non saranno altro che la metafora di un viaggio interiore che li condurrà ad una maturazione.
Stand By Me è indubbiamente uno dei migliori racconti di formazionE di sempre, e questo perché ognuno dei 4 ragazzi protagonisti è caratterizzato in maniera diversa rispetto agli altri e di conseguenza non è difficile per lo spettatore immedesimarsi in almeno uno di loro.

Gordie Lachance, interpretato da Wil Wheaton, è il protagonista e la voce narrante. Il film inizia con la scena in cui Gordie ,ormai cresciuto, vede dei ragazzi in biciclette fare un giro insieme ed è cosi' che gli viene in mente l' avventura vissuta con i suoi amici quando aveva 12 anni. La voce narrante, che racconta
la storia in maniera ironica ,quasi come una fiaba, è di Richard Dreyfuss nella versione originale mentre in quella italiana fu affidata al caldo e fascinoso timbro di Mario Cordova.

Gordie è un ragazzo intelligente, sensibile e con un grande talento nel creare storie, il suo sogno infatti è diventare scrittore, ma anche molto introverso. Egli vive però una situazione famigliare difficile: suo fratello maggiore, al quale era molto legato, muore in un incidente stradale e ciò lascia i genitori in una stato di shock. Il padre ha sempre avuto una preferenza per il fratello, il quale era un promettente giocatore di football. Gordie si sente dunque insicuro, non si è mai sentito apprezzato dal padre e con la morte del fratello non ha più nessuno con cui aprirsi. Trova cosi' negli amici il modo per poter condividere quello che si è tenuto dentro.

CHRIS CHAMBERS, intepretato da River Phoenix (che poi sette anni dopo mori' a causa di un overdose), è il leader del gruppo. I membri della sua famiglia hanno una pessima reputazione, per cui qualsiasi cosa succeda gli viene data la colpa a priori, benché possieda una discreta intelligenza e sia piuttosto maturo e riflessivo. Gordie trova una sorta di confessore in Chris, il quale capisce il talento dell'amico per la scrittura e lo sprona a non sprecare il dono che ha ricevuto e anzi', a cercare di sfruttarlo nel migliore dei modi

Teddy Duchampè un ragazzo molto eccentrico con degli enormi occhiali da vista. Il padre,
un ex-militare partecipante allo sbarco in Normandia, gli ha bruciato un orecchio ma nonostante ciò
Teddy continua a volergli bene e a difenderlo.

Vern Tessio è un ragazzo timido, pauroso e in sovrappeso. Si dimentica tutto facilmente e viene perciò preso spesso in giro dagli altri.


Reiner riesce a trasportare sullo schermo il romanzo di King in maniera brillante e autentica, realizzando un film maturo e pieno di cuore, al quale è impossibile non voler bene. Il regista voleva che i giovani interpreti rimanessero loro stessi, ed infatti li ha selezionati tenendo conto della loro vere personalità.
Nonostante ci siano dei cambiamenti, King ha considerato questo film come il miglior adattamento di una sua opera, in quanto secondo lui il cuore del libro rimane inalterato. “Film e libri sono come mele e arance, sono entrambi buonissimi ma hanno sapori completamente diversi. Se funziona, sono felice. È fantastico” esclama lo scrittore, il quale ha anche rivelato che per scrivere questo racconto ha preso ispirazione da avventure che ha realmente vissuto nel periodo in cui era un ragazzo.


Quello dell'adolescenza è un periodo particolare, alla continua ricerca della propria strada,del proprio posto nel mondo, di ciò che vogliamo veramente realizzare.
Durante il loro viaggio, Gordie, Chris. Teddy e Vern, si troveranno ad affrontare tante avventure che li condurranno dalla inevitabile spensieratezza giovanile ad una maturazione interiore e ad una presa di coscienza del pericolo. Nessuno nel corso della propria vita rimane uguale. Si cambia spesso, si diventa persone diverse e questo anche grazie al grande bagaglio di esperienze maturate passo dopo passo. E sebbene questi cambiamenti avvengano in maniera graduale, ci sono sempre degli eventi, dei momenti, dei periodi, in cui ci si rende conto di tante cose decidendo di cambiare radicalmente rotta. Ma il passato non si dimentica e i detriti di ciò che siamo stati continuano a restarci dentro. Questo è raccontato in Stand By Me, un film di prime volte. Il primo contatto con il pericolo, il primo contatto con la paura, il primo contatto con la morte, IL PRIMO CONTATTO CON IL MONDO VERO E PROPRIO. Commovente il finale, in cui il protagonista racconta tutto quel che è successo decidendo di concludere il suo libro con una frase che è subito entrata nell'immaginario collettivo: "Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?"
Stand By me è un film da vedere, rivedere e soprattutto immedesimarsi nei personaggi o meglio, cercare di rivivere quello che fu (nel caso del film il viaggio), il periodo o l'evento che ha cambiato per sempre la nostra vita.

Ecco la mia video recensione:








giovedì 23 gennaio 2014

RECENSIONE: "LO SGUARDO DI SATANA- CARRIE" (2013- Regia di Kimberly Peirce

Che il cinema hollywoodiano sia a corto di idee, e che perciò si debba puntualmente ricorrere a sequel/reboot/remake, è ormai chiaro a tutti. Questa volta tocca a Carrie, primo grande bestseller di Stephen King e già portato sul grande schermo nel 1976 da Brian DePalma in quello che oggi è considerato come uno dei più grandi cult della storia del cinema horror. Impossibile dimenticare la magnifica Sissy Spacek che, ricoperta di sangue, vaga per la palestra della scuola distruggendo tutto ciò che la circonda o, per i cinefili più accaniti, i magistrali piani sequenza e le dolci zoomate adoperate dal famoso regista per mettere in scena questa agghiacciante storia. Ebbene, questa volta ci prova Kimberly Peirce e ad interpretare Carrie troviamo la bellissima (fin troppo) Chloë Grace Moretz , mentre nel ruolo della maniacale madre Margaret, che fu di Piper Laurie, questa volta c'è Julianne Moore. Carrie White è una ragazza introversa e dotata di telecinesi. La madre, una fanatica religiosa, costringe la figlia a restare chiusa in casa a pregare Dio per il perdono dei peccati. Quando i suoi compagni di scuola avranno l'idea di umiliarla davanti a tutti al Ballo della Scuola, l potere di Carrie esploderà in tutta il suo tragico potere distruttivo. Lo scopo principale di questo nuovo film doveva essere di proporre nuovamente la storia, ma in maniere più moderna e rimanendo fedele al materiale di partenza. Obiettivo raggiunto a metà. Lo sguardo di Satana- Carrie è un film discreto, certamente molto molto distante dal capolavoro di De Palma, ma neanche cosi' orrendo come ho letto da molti definire. Il principale cambiamento in questo remake sta proprio nel personaggio di Carrie, che si rende conto dei suoi poteri sin dall'inizio e si informa per poi prenderne totalmente coscienza. Per il resto, eccetto qualche altro piccolo cambiamento, in molte scene sembra la perfetta fotocopia del film di De Palma. Oltre a questo, i principali problemi a mio parere sono 2. La Moretz, pur essendo bravissima, è troppo bella per essere credibile in ruolo del genere. Nel riuscito tentativo di modernizzare il tutto (interessante l'idea di inserire il web come nuovo strumento del bullismo moderno), la pellicola perde la cupezza che dovrebbe contraddistinguere un film horror ,divenendo quasi un teen movie. E poi, anche se minore, il sangue in CGI non si può proprio vedere. In compenso, la regia non è male, Julianne Moore è credibile nel ruolo della madre (sebbene abbia ancora davanti agli occhi la magistrale Piper Laurie) e la scena della doccia è fatta piuttosto bene. Ma infine è palese che questo film sia soltanto l'ennesimo remake senza cuore, progettato solo per fare soldi, ed ecco perché dinanzi ai tanti barcollamenti di sceneggiatura ci si lascia andare a considerare questo film come un semplice filmetto. Lo Sguardo di Satana  è un film gradevole, anche se il vero Carrie cinematografico è e continuerà ad essere il capolavoro del 1976.

martedì 7 gennaio 2014

RECENSIONE "AMERICAN HUSTLE-L'APPARENZA INGANNA"

Tutti parlano di American Hustle mescolando aggettivi davvero entusiastici: FANTASTICO, MERAVIGLIOSO, MAGISTRALE, IL FILM DELL'ANNO, e addirittura c'è chi grida al CAPOLAVORO. Premettiamo che il sottoscritto non ama questo genere di film, quindi, pur apprezzandone oggettivamente la qualità, sapevo sin dall'inizio che difficilmente avrei potuto innamorarmene. Che David O.Russel sia uno dei registi più gettonati di Hollywood è ormai chiaro a tutti, con l'abitudine di radunare un cast stratosferico per ogni suo film. Stessa cosa fa anche per questo suo settimo lungometraggio, avvalendosi di vecchie conoscenze: Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper e Jennifer Lawrence. Speravo in una sorpresa, eppure mi permetto di andare controcorrente. American Hustle è un film con una sceneggiatura ben scritta ma troppo ingarbugliata che, sicuramente alla presenza di un cast con attori di tutt'altro calibro, non avrebbe avuto la stessa risonanza. Il livello si alza a mio parere appunto solo dinanzi alle magistrali interpretazioni dei protagonisti e soprattutto di Christian Bale, ancora trasformista, e di una fantasticamente espressiva Jennifer Lawrence, ottima interpretazione anche per Bradley Cooper mentre ho trovato Amy Adams un po sottotono (ovviamente rispetto al resto della compagnia) e stranamente inespressiva. Per il resto, fotografia curatissima e atmosfera anni 70 ricreata magnificamente. Montaggio buono seppur troppo accelerato. Ma nel comparto tecnico la vera eccellenza la si ritrova nella mastodontica e curatissima regia di O.Russel, che riesce a mostrarci tutto in maniera visivamente impeccabile attraverso movimenti di macchina, carrellate e sequenze quasi registicamente musicali. Quindi, secondo me il film è un po sopravvalutato e ruffiano, ovviamente è una mia opinione. Comprendo anche l'entusiasmo di coloro che amano o apprezzano il genere ma pur cercando di non essere di parte, provo proprio ad immaginarmi la pellicola con altri attori e un altro regista e la visione purtroppo non sarebbe più la stessa. 
Voto: 3 su 5


lunedì 6 gennaio 2014

RECENSIONE "THE BUTLER-UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA" (2013- Regia di Lee Daniels)

Lee Daniels in The Butler affronta uno spaccato drammatico della storia americana raccontando la vita di Eugene Allen (nel film Cecil Gaines), maggiordomo di colore alla Casa Bianca per ben 30 anni sotto 8 presidenti. Subito dopo la sua morte, avvenuta nel 2010, e' stata fatto conoscere a tutti questo personaggio che, anche se indirettamente, ha dato un importante contributo al lungo e complesso processo di integrazione razziale. Il suo speciale rapporto di fiducia avuto con i vari presidenti e l'amore della sua famiglia, ha comunque riscattato una vita difficile iniziata con lo stupro della madre e l'uccisione del padre da parte di un bianco in un campo di cotone. Ed e' cosi' che inizia The Butler, il regista statunitense convoglia una cast stellare per un film che e' stato in genere apprezzato dalla critica, più' in America che in Italia, e campione di incassi appunto nel paese d'origine. Il film e' effettivamente il racconto o riassunto di decenni di storia americana, dall'attentato a Kennedy alle rivolte degli uomini di colore. Questo aspetto e' affrontato attraverso la figura del figlio Charles, stanco di subire discriminazioni quotidiane e che di conseguenza aderisce al partito di rivolta finendo spesso in carcere, egli ha un rapporto conflittuale con il padre il quale invece vorrebbe che lui si applicasse soltanto agli studi. Il problema principale del film sta nella narrazione, che risulta essere in alcuni punti lenta e noiosa a causa dell'eccessiva durata, dovuta a sua volta dal futile ampliamento di alcune sequenze. Ma il problema generale sta nella banalità con cui e' stata riportata la sceneggiatura. Leggendo la biografia del vero protagonista, mi son reso di tanti particolari rimossi dalla pellicola ma che avrebbero potuto amplificare la presenza del "maggiordomo amato da tutti" all'interno della Casa Bianca, aumentando il livello emozionale-sentimentale dell'opera. La narrazione non e' aiutata dal montaggio, non negativo ma elementare. Buoni gli attori, discreta la regia, brava Oprah Winfrey nel ruolo della moglie, ma colui che spicca sia all'interno del cast che nel film in genere e' senza ombra di dubbio il fantastico Forest Whitaker il quale riesce a comunicare ed emozionare con gli occhi, oltre che con suoi profondi e ben scritti monologhi interiori. Bellissime e intense le scene finali. Posso dire infine che The Butler e' un film carino, pieno di difetti e non assolutamente un capolavoro, ma guardabile. Si poteva però fare molto molto meglio. "Sentiamo parlare di campi di concentramento, ma quei campi ci sono stati per ben 200 anni anche qui in America", penso che questa frase riassuma meglio di tutto come venivano trattate quelle persone il cui più grande crimine era di essere nate con la pelle nera.
Voto: 3 su 5



mercoledì 1 gennaio 2014

INFORMAZIONI SU EYES WIDE SHUT (1999- Regia di Stanley Kubrick)

Tratto dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler, Kubrick aveva intenzione di trarne un film sin dai tempi di Arancia Meccanica, ma poi decise di accantonarlo per dedicarsi ad altri progetti come il film su Napoleone che non fu realizzato. Le riprese, la cui durata prevista doveva essere di 2 mesi, iniziarono nel novembre del 1996 e si conclusero nel gennaio del 1998 dopo ben 2 anni e 65 milioni spesi. Ma Kubrick mori' appena completato il montaggio, e per la colonna sonora dovette ultimare il lavoro il suo amico Steven Spielberg.

TRAMA: Un medico newyorkese, in crisi con la moglie, attraversa la città durante una notte strana ed irreale in cui gli capitano strani incontri, tra cui prostitute e pazienti che cercano di sedurlo, fino ad un'onirica orgia in una villa in cui rischia addirittura la vita. Ma la mattina dopo ha come la sensazione di essersi svegliato da un sogno, e sembra che le tracce della notte appena trascorsa siano svanite…

Il film affronta molti temi. Innanzitutto possiamo considerare quello dei personaggi, e in particolare quello del protagonista maschile, un viaggio alla scoperta di se stessi tramite la coscienza del disorientamento poiché "occorre attraversare l'accecamento per imparare nuovamente a guardare, conoscere e riconoscere la scena del mondo". Nonostante non sia espresso esplicitamente, il tedio, ovvero una grave e dolorosa sensazione di noia che implica un senso di distacco dalla vita, è ciò che spinge Bill a cercare qualcosa di diverso dalla sua vita di tutti giorni. Inoltre, Kubrick vuole evidenziare il senso di tristezza e futilità di ciò che è artificiale e finto (nel caso del film il sesso). Possiamo infine dire che con questa sua ultima opera, il regista ci faccia un quadro della figura umana, degli istinti che continuano ad esistere in noi nonostante l'evoluzione dell'uomo da animale ad essere superiore e pensante, il contrasto fra i bisogni del corpo e i bisogni della mente.

La regia di Kubrick è come sempre qualcosa di sublime e c'è da apprezzare come ogni scena sia curata nei minimi dettagli. Tom Cruise dà probabilmente una della interpretazioni migliori della sua carriera. Quindi, spero che abbiate apprezzato questa mia piccola sintesi e vi invito a guardare ed ammirare l'ultima perla di uno dei più grandi registi della storia del cinema.



PARERI su MOLTO FORTE INCREDIBILMENTE VICINO

Molto Forte Incredibilmente Vicino............un film emozionante, commovente e toccante. Io non ho letto il libro da cui è tratto ma, nonostante sia stato criticato e massacrato da molti critici, a me è piaciuto tantissimo e mi ha veramente fatto riflettere sulle tragedie umane che sono derivate da quel maledetto attacco alle tori gemelle. La storia è bellissima e scritta ottimamente. Che Tom Hanks e Sandra Bullock fossero straordinari, era già noto a tutti. Ma veramente il piccolo attore Thomas Horn, ci tengo a sottolineare al suo primo film, è stato incredibilmente, sorprendentemente, magistralmente (avrei altri centinaia di aggettivi per descriverlo) FANTASTICO. Max von Sydow è riuscito ad emozionarmi non dicendo neanche una parola. Il film è un pò lento, ma comunque riesce ad appassionare lo spettatore ed a entrare a picco nella sua emotività.
Voto: 3,5 su 5



PARERI su LO HOBBIT UN VIAGGIO INASPETTATO (2012)

Gli effetti speciali, i paesaggi, le ambientazioni sono favolose. Il 3D è il migliore della storia perchè oltre agli oggetti che escono dallo schermo, e ce ne sono tanti, hanno puntanto sulla profondità degli ambienti, Prima parte lenta, ma giustamente essendo il primo della saga Jackson doveva sviluppare bene la storia. I nani sono adorabili e Bilbo in questo film mi è piaciuto molto. Capitolo doppiaggio, Proietti è straordinario. Il suo doppiaggio nei trailer non mi era piaciuto molto e mi sembrava un po fuoriluogo nonostante Proietti sia un formidabile doppiatore ( Stallone in Rocky e FIST è stato doppiato da lui, anche De Niro in Casinò). Il doppiaggio in generale è fatto molto bene, dopo l'orrore di Timi ne Il Cavaliere Oscuro il Ritorno e Favino nel trailer di Lincoln, l'eccellenza intaliana in questo campo finalmente torna a farsi vedere: barvi tutti. La musica a me è piaciuta, soprattutto la canzone dei nani che poi nei titoli di coda ho ascoltato anche in inglese.
Voto: 3 su 5

BREVI PARERI su "IL GRANDE GATSBY" (2013)

A me è piaciuto Il Grande Gatsby. Leonardo DiCaprio è un grande come sempre, ma la rivelazione di questo film è l'ex spiderman Tobey Maguire. I critici ancora una volta hanno criticato la sua inespressività, ma in questo film a mio parere recita veramente bene. All'inizio, nel contesto del film, doveva apparire disorientato davanti a tale sfarzo. Costumi bellissimi. Musiche e scenografie imponenti. La regia è talvolta troppo frenetica con continui stacchi ma il regista dimostra anche di avere molto controllo della macchina da prese. Perchè su alcune persone si parte già condizionati dai precedenti film? E' vero che Tobey Maguire ha avuto la stessa faccia per tre film di Spiderman ma qui si è veramente impegnato ed il risultato è stato ottimo. 


RECENSIONE WARRIOR (2011)

Questo film avrebbe meritato molto ma molto di più. Parla di due fratelli, il cui padre (interpretato dal fantastico Nick Nolte) quando erano bambini si ubriacava e picchiava loro e la madre. Uno dei fratelli, Tommy (Tom Hardy) decise allora di scappare con la madre gravemente malata mentre l'altro, Brendan (Joel Edgerton) rimane col padre. A distanza di anni, Brendan è diventato un professore di fisica e insegna al liceo, Tommy si arruola nei Marines compiendo un gesto eroico in Iraq dove salva altri soldati in difficoltà per poi abbandonare la guerra e rientrare in patria con il cognome della madre per non farsi riconoscere in quanto disertore. Il padre, ormai rimasto solo, si rende conto degli errori che ha commesso nel passato, finisce di bere cercando di ricucire il rapporto con i figli. Brendan non riesce a pagare il mutuo della casa che è vicina al pignoramento e per arrotondare, la sera va a fare combattimenti clandestini. Ognuno dei tre personaggi ha una propria storia, ha i propri problemi e i propri motivi. Quando viene organizzato un torneo mondiale di MMA nella gabbia dal nome SPARTA, i 3 si rincontreranno. Questo film mi ha colpito ed emozionato enormemente. E' una storia familiare disperata e complessa che coinvolge lo spettatore facendolo entrare nel cuore dei personaggi. Non fatevi ingannare dal fatto che all'interno ci sia l'MMA e che quindi sia solo un film sportivo, anzi' non lo è per niente. Lo sport passa completamente in secondo piano, anche e soprattutto nel finale che mi ha commosso. Ormai nelle recensioni si usa spesso questo verbo, ma questa volta lo intendo nel suo vero significato: ho pianto! Non mi vergogno a dirlo perchè penso che quando l'arte, espressa in tutte le sue forme, fa questo effetto vuol dire che veramente il tuo cuore e la tua mente sono collegati a quello dei personaggi, e il film è come se ti toccasse in prima persona. Non ho più aggettivi per descrivere questa pellicola: potente, struggente, emozionante, commovente. Questo anche grazie agli attori che sono a dir pochissimo MAGISTRALI e MERAVIGLIOSI, Nick Nolte ha colto a pieno il personaggio che interpetava e io personalmente, mi assumo tutte le responsabilità di quel che sto per dire, il fatto che non gli abbiano dato l'Oscar è una delle vergogne più grandi della storia del cinema. Tom Hardy interpreta un personaggio che esprime un mix di rabbia e sentimenti interiori che, a causa di tutto quel che gli è successo, ricolmano nella sua anima. Joel Edgerton mi è piaciuto molto ed ha dimostrato anch'egli di essere un ottimo attore. Alla fine non conta più chi vinca o meno il torneo, ma se il perdono riesca ad essere più forte dei rancori del passato. 
Voto: 4 su 5


RECENSIONE "L'UOMO D'ACCIAIO" (2013)

Dopo sei anni di assenza, L'uomo d'Acciaio, alias Superman, torna sul grande schermo. Dimenticate tutto quello che avete visto finora, qui si resetta tutto e si parte da capo raccontandone le origine con un un tono più serioso e realistico rispetto al cult del 1978. Una sorta di Superman Begins, infatti figura come produttore e curatore del soggetto il dio del cinema hollywoodiano degli ultimi anni Christopher Nolan che si è affidato al collega sceneggiatore David S.Goyer e al regista Zack Snyder con la missione di resuscitare il più famoso dei supereroi di sempre. Ecco perché tanta attesa, per scoprire la visione di Nolan dell'universo Superman. Partiamo dal presupposto che a me il film non è dispiaciuto, è chiaro però che dopo tutta questa attesa le aspettative erano altissime. Hanno deciso di puntare sul fatto che Klark, assorbe la cultura umana grazie all'amore dei genitori adottivi, ma rimane pur sempre un'alieno diverso da tutti gli altri e cosa succederebbe se il mondo scoprisse tutto quello che può fare. Le nostre sicurezze, le nostre convinzione verrebbero spazzate via e questo è il punto di partenza del film.La prima parte, dopo circa 25 minuti iniziali su Kripton, il pianeta natale, si sviluppa attraverso continui flashback,con cui viene raccontato il difficile periodo dell'infanzia e dell'adolescenza in cui Klark inizia a prendere coscienza con le cose straordinarie che può fare risultando diverso e quindi emarginato, per poi tornare più volte al presente. Molti avrebbero preferito una narrazione più lineare ma io apprezzo l'originalità, il problema è che hanno veramente esagerato: un solo lungo flashback dopo l'incendio alla piattaforma sarebbe stato più che sufficiente. Cosi', invece, si finisce per creare confusione nello spettatore, cosa che considerando il genere e che si tratta del primo capitolo di una saga in cui si ambisce a ricreare un personaggio raccontandone le origini, non va proprio bene.Ma i difetti più grandi di questa pellicola sono a mio parere la sceneggiatura e la regia. I dialoghi, talvolta banali, e le situazioni umane ridicole. E pensare che volevano renderlo più realistico........ I personaggi sono approfonditi in modo frettoloso e le frasi ad effetto le abbiamo quasi tutte già sentite nei trailer. Snyder, con continui stacchi e improvvisi zoom, confonde e specie nella seconda parte è difficile riconoscere i personaggi. Capisco che sia il suo stile ma a tutto c'è un limite e un bravo regista deve adattarsi capendo dove poter fare delle cose e dove no. La prima parte, dunque, è molto nolaniana mentre nella seconda Snyder ha potuto scatenarsi realizzando uno scontro finale alla Tranformers. Ripeto, il film non è male, le scene bene o male emozionano ma l'attesa era troppo alta ed effettivamente potevano fare molto di più. I veri punti di forza invece sono l'originalità con cui è stata trattata la materia fumettistica, rendendo moderno un personaggio che ha da poco compiuto 75 anni e il villain Generale Zod, interpretato dal bravissimo Michael Shannon, sicuramente uno dei migliori villain degli ultimi anni.  Ad ogni modo, gli incassi testimoniano una cosa: SUPERMAN E' RISORTO ed è pronto a tornare al cinema nei prossimi anni. Missione compiuta, dunque.
Voto: 3 su 5


RECENSIONE "TURBO" (2013)

Ultimamente le principali major hollywoodiane sfornano uno o più cartoon all'anno, ma i principali competitor di questo genere sono stati e rimangono due: Pixar e Dreamworks. La prima ha realizzato film che hanno rivoluzionato l'animazione vincendo una pioggia di oscar, la seconda inaugurò il premio(Oscar all'Animazione) con Shrek nel 2002 e ha sbancato i botteghini facendo in modo che i propri personaggi entrassero rapidamente nell'immaginario collettivo. Quest'anno la sfida si ripete e se da una parte viene schierato il prequel di uno storico capolavoro dello studios, cioe Monsters University, dall'altra decidono di puntare su una novità e quindi su un personaggio mai visto sul grande schermo. Insomma, dopo questo dovuto preambolo, posso dire che il film d'animazione Dreamworks dell'estate 2013 è “Turbo”. Ad introdurre il film nella sala del Cinema delle Vittorie di Forio d'Ischia è stato uno dei doppiatori del film, l'attore hollywoodiano Samuel L.Jackson, il direttore artistico del festival Pascal Vicedomini e il presidente della Fox Italia Osvaldo De Santis. Subito dopo si sono spente le luci ed è iniziata la proiezione del film in 3D, quel che che in due parole posso definire uno splendido esempio di ANIMAZIONE INTELLIGENTE. La pellicola parla di sogni e delle difficoltà che si devono affrontare per raggiungerli, talvolta bisogna andare contro se stessi e contro tutti gli altri. I protagonisti sono delle lumache ed in particolare Turbo, il suo sogno è di diventare il più grande pilota del mondo e ciò lo rende strano e addirittura matto agli occhi dei suoi pari. Un giorno, in seguito ad un incidente, acquisisce il potere della super velocità che in breve lo porterà a competere con i piu' grandi campioni ed in particolare contro il suo mito Guy Gagne alla 500 miglia di Indianapolis, ovvero la più grande competizione automobilistica del mondo. Tutto ciò è molto metaforico perchè parla di lumache ma in realtà si riferisce agli uomini, è come se avessero riadattato il capolavoro letterario di Richard Bach “Il gabbiano Jonathan Livingston” in cui un gabbiano è diverso da tutti gli altri e invece di cercare il cibo, si allena per migliorare nell'arte del volo. Il riferimento è mosto vistoso per chi ha letto ed apprezzato l'opera prima citata, ma in questo film ciò viene ampliato anche ai più piccoli grazie alla magia del cinema d'animazione il cui scopo è di raccontare una storia che diverta ma che nello stesso tempo faccia trasparire un messaggio ben chiaro per tutti, adulti e bambini. Il film in questione centra alla grande questa finalità. Dal punto di vista tecnico, posso dire che i disegni sono molto ben realizzati e curati, e vengono ulteriormente valorizzati dalla frenetica e particolare regia di David Soren e dal 3D, in questo caso una grande valore aggiunto. Questo connubio di immagini, suoni, e all'incredibile profondità data dal formato stereoscopico, portano lo spettatore proprio in mezzo alla pista soprattutto nell'intensa ed emozionante sequenza della corsa finale. Il difetto del film, a mio parere, sta nel ritmo della narrazione che corre troppo non fermandosi quasi mai e questo potrebbe infastidire gli spettatori più attenti ed esigenti. Ma in generale, dunque, posso dire che Turbo è un cartoon banale ma realizzato benissimo.
Voto: 3,5 su 5



RECENSIONE "SINISTER" (2012)

Ormai da anni, il cinema horror non riesce piu' a sfornare film che sorprendano e spaventino per davvero. La pretesa di Sinister, film a basso budjet del 2012 diretto da Scott Derrickson, era dunque di riportare in auge un genere che ha sempre affascinato il pubblico in tutto il mondo. E per fare cio', ha puntato sulla suspense che ha reso grandi e leggendari i film horror asiatici, il mitico Shining di Kubrick e i cult del nostro Dario Argento. Rinunciando, quindi, alle orge di sangue a cui il cinema contemporaneo ci ha abituati e inserendo elementi gia' visti e rivisti ma che mescolati bene, avrebbero potuto rendere il film perfino un capolavoro del genere. Cosa che purtroppo non e' avvenuta. Il tentativo del regista di accrescere la tensione ha reso il film troppo ripetitivo, provocando l'effetto opposto. Gia' a meta'film, infatti, non e' difficile prevedere cosa succedera' in seguito e di conseguenza, ci si aspetterebbe un colpo di scena improvviso o uno sviluppo piu' appassionante. Il finale,invece, inverosimile e banale, rende inutile l'intero progetto. La scelta di girarlo adoperando una fotografia oscura crea certamente tensione ed atmosfera ma con l'evolversi della storia, il fatto che il protagonista continui a vagare nell'oscurita' di casa sua nonostante le cose si mettano male per lui e la sua famiglia, diviene ridicolo e fuori luogo. Il film comunque ci regala alcune sequenze di terrore e ansia e la fantastica regia e l'interpretazione di Ethan Hawke convalidano il biglietto. Il film e'piacevole da vedere ma visto il potenziale, è veramente un peccato. Voto: 3 su 5


PARERI "NOI SIAMO INFINITO"

 Un film capace di far ridere e piangere nella stessa misura, e che riesce a mostrare tutte le problematiche e sfaccettature di un periodo delicato della vita di qualsiasi individuo, l'adolescenza. Delicato perché è in quegli anni che si sviluppano le persone che saremo, con i propri caratteri, le proprie convinzioni e purtroppo anche le proprie fobie. Questo emozionante film, non solo si limita a raccontare l'adolescenza, ma affronta anche temi caldi come la sessualità e l'alcolismo. Un'inno alla vita, che invita a vivere ogni periodo di essa nel modo in cui deve essere vissuto non preoccupandosi troppo del futuro, perchè presto questo diventerà presente, come quel che si sta vivendo ora verrà altrettanto rapidamente archiviato nel passato. Ottima trasposizione cinematografica con regia,sceneggiatura, montaggio, musiche notevoli e un cast azzeccatissimo tra cui spicca il sorprendente Ezra Miller. Io vi consiglio di vederlo perchè sicuramente non vi lascerà indifferenti!
Voto: 3,5 su 5




RECENSIONE "INSIDIOUS 2: OLTRE I CONFINI DEL MALE" (2013)

Nonostante sia stato quasi distrutto dalla critica, a me è piaciuto. Le storie sono intrecciate benissimo .Fotografia, sonoro e montaggio sonoro fantastico. Wan conferma di essere un ottimo regista e di padroneggiare perfettamente la tecnica registica (piani sequenza, panoramiche, carrellate) mettendola al servizio della storia che vuole raccontare. Le scene ricche di suspense non mancano e cosa più unica che rara nel cinema contemporaneo, questo sequel non sembra per niente forzato e riprende proprio dal finale del primo capitolo approfondendo il passato del protagonista. Meno buoni, e talvolta ridicoli, gli effetti speciali in alcuni punti. Comunque se vi piacque Insidious, non ve ne pentirete. Se invece avete intenzione di gustarvi direttamente il Capitolo 2, io vi consiglio di recuperare assolutamente il predecessore, altrimenti andando al cinema non capireste molte cose. 
Voto: 3,5 su 5


RECENSIONE "CASE 39" (2010)

Bellissimo film! Parte come un thriller per poi nella seconda parte divenire un horror, con momenti di pura ansia e suspense! Emily Jenkins è un’assistente sociale che crede di aver visto di tutto nel suo lavoro, quando incontra una problematica bambina di 10 anni, Lilith. Lavorando al suo caso, Emily si rende conto che Lilith non è solo una bambina vittima di maltrattamenti, ma che i suoi genitori tentano addirittura di ucciderla. Emily decide allora di farsi dare in affidamento la piccola fino a quando non troveranno una famiglia adottiva pronta ad accoglierla. Ma i problemi non sono ancora finiti. Un gioiello che riesce ad incuriosire e spaventare, grazie anche ad una magistrale Renée Zellweger (che interpreta Emily, la protagonista) e una sorprendente Jodelle Ferland, considerando la sua giovane età all'epoca delle riprese del film (avvenute nel 2006 ma in seguito a problemi di post produzione, la pellicola usci' al cinema nel 2010). Lo consiglio! 
Voto: 3,5 su 5

BREVISSIMO PARERE SU THOR-THE DARK WORLD

Guardabile. Divertente, pieno di azione, ma sopratutto mantiene ciò che promette: intrattenere, e lo fa benissimo. Alcune cose mi hanno fatto storcere il naso ma stiamo pur sempre parlando di un film super commerciale, quindi posso anche sorvolare. Ma la cosa che mi ha proprio fatto scendere tutto è stato il finale SPOILER Non ne posso più di Loki, Basta. Voto: 3/4




PARERI SU GRAVITY, CAPTAIN PHILLIPS, DJANGO UNCHAINED, LA MIGLIORE OFFERTA, LES MISERABLES, THE IMPOSSIBLE, AMOUR, IRON MAN 3, LA CASA (2013), PAIN & GAIN, LINCOLN, WOLVERINE L'IMMORTALE, PERCY JACKSON IL MARE DEI MOSTRI, AFTER EARTH, RE DELLA TERRA SELVAGGIA, VITA DI PI, ARGO

GRAVITY
Dopo 5 anni di lavorazione, il blockbuster d'autore di Cuaròn e' giunto finalmente nelle sale lasciando tutti letteralmente senza fiato. Trama semplicissima: due astronauti nello spazio (Sandra Bullock e George Clooney), di cui uno alla prima missione e l'altro all'ultima, in seguito ad un incidente si ritrovano a dover sopravvivere nello spazio. Gravity non e' semplicemente un ottimo blockbuster, ma molto di piu'. Una metafora della vita, il dover voltare pagina e imparare ad affrontare gli ostacoli con determinazione e soprattutto senza mai perdere la voglia di vivere. Avvincente, realistico, visivamente impressionante. C'e' poco da aggiungere: FANTASTICO. Sicuramente ripensando fra qualche anno al 2013, ci ritornerà' in mente il gioiello di Cuaròn. 
Voto: 4 su 5




CAPTAIN PHILLIPS
Tratto da una storia vera. Aprile 2009, la nave portacontainer Maersk Alabama, il cui capitano è Richard Phillips (Tom Hanks), viene attaccata ed abbordata da quattro pirati somali armati. Dopo una colluttazione con l'equipaggio disarmato nascostosi nella sala macchine, i quattro pirati si appropriano di trentamila dollari dalla cassaforte e sequestrano Richard con l'intento di chiederne il riscatto. In fuga su una scialuppa di salvataggio, vengono inseguiti dalla Marina degli Stati Uniti che, fingendo di aprire le trattative, tenta di salvare l'ostaggio prima che la piccola imbarcazione raggiunga la costa somala. Si è trattato di un avvenimento storico in quanto in duecento anni di storia navale nessuno aveva osato dirottare una nave da carico statunitense.
Il regista Greengrass riesce a raccontare questa storia mantenendo alta la tensione dall'inizio alla fine (frase usata molto spesso per definire film d'azione e non, ma in questo caso credetemi è verissimo). E lo fa adoperando una regia molto dinamica, che alterna sequenze con telecamera a mano a carrellate e campi lunghi sull'acqua davvero spettacolari. Tutto funziona molto bene. Il rischio principale era che si potesse cadere sul patriottico, cosa che poi fortunatamente non si è verificata. Anzi la pellicola cerca anche di farci comprendere la situazione dei pirati somali, gente disperata che pur di migliorare la propria situazione è pronta a tutto, non li giustifica ma almeno cerca di mettersi nei loro panni. Tom Hanks (vicino al suo 3° Oscar) incarna perfettamente il coraggio e i sentimenti del personaggio di Phillips, regalandoci un'interpretazione straordinaria, soprattutto nei toccanti minuti finali 
Voto: 4 su 5



DJANGO UNCHAINED
Tarantino si e' finalmente dedicato al genere che ha sempre amato aprendo l'anno cinematografico in bellezza. Ispirandosi e adattando a proprio piacimento probabilmente il personaggio più' iconico della storia del western all'italiana anni 60-70, il regista italo americano e' riuscito a ripercorrere una delle ferite più scottanti della storia americana rappresentata dalla tratta degli schiavi dell'800. Egli conserva la sua particolare poetica e il suo stile controverso ma che in questa circostanza si rivela indubbiamente efficace. Merito soprattutto di un cast stellare e magistrale composto da Jamie Foxx, Christoph Waltz e un Leonardo DiCaprio ancora una volta snobbato dagli oscar ove il film ha vinto 2 statuette.
Voto: 4 su 5



LA MIGLIORE OFFERTA
Produzione dalla portata internazionale per quel che e' stato il nuovo lavoro del grande regista italiano premio Oscar Giuseppe Tornatore. Ci sarebbe tantissimo da dire riguardo a questo grandissimo film che ho letteralmente amato. Finale prevedibile o non prevedibile, ma chissenefrega.
Quello rimane una questione di punti di visti ma la vera forza di questa pellicola la si ritrova nel modo in cui e' raccontata la storia, cosa nella quale Tornatore e' un maestro, e nella magistrale interpretazione del protagonista interpretato da Geofrey Rush. La Migliore Offerta e' un film sull'amore, sulla solitudine e sul concepire la vita attraverso l'arte correndo però il rischio di isolarsi. CAPOLAVORO Tornatore e' un poeta. Punto
Voto: 4 su 5


LES MISERABLES
Ottimo musical, grandi interpretazione, grandi scenografie, spettacolare regia. Qualche buco di sceneggiatura, ma non fa niente. Les Miserables non smette mai di rinnovarsi e rinascere.
Voto: 4 su 5



THE IMPOSSIBLE
Non servono grandi e complesse sceneggiature per poter sfornare un ottimo film. Basta tanto impegno e soprattutto il cuore. The Impossible racconta una di quelle storie che per loro natura non possono non colpire e angosciare. La storia vera di una famiglia inglese in vacanza in Thailandia, che si ritrova a dover sopravvivere allo Tsunami del 2004. L'elemento emozionale principale e' costituito dall'ansia, che cresce scena dopo scena ed e' ben rappresentato dalla caotica, ben studiata ed efficace regia di Bayona. Sebbene il budget sia in realtà' povero considerando il genere di film, gli ingegnosi effetti artigianali utilizzati per simulare lo Tsunami sono davvero notevoli. Colonna sonora toccante. Ottimo cast nel quale spiccano Naomi Watts e il giovane Tom Holland. Il messaggio: Dinanzi alle tragedie siamo tutti uguali e che il genere umano, collaborando insieme, può' superare qualsiasi avversità'. Se ci volessimo cosi' bene sempre, e non solo quando la natura decide di ribellarsi, sarebbe un mondo migliore.
Voto: 4 su 5



AMOUR
Haneke e' un regista particolare, cinico e a tratti sadico, non molto amato dal grande pubblico. Ma per questo film calza a pennello. Amour e' infatti un puro racconto della realtà', tragicamente senza filtri e inibizioni di alcun tipo. Toccante e in alcuni punti un vero e proprio pugno allo stomaco. La mancanza di una colonna sonora non fa altro che amplificare ciò' che e' al centro della pellicola: il degrado non solo fisico, ma soprattutto psicologico, che si verifica in seguito all'avvento della malattia. Quello a cui il troppo amore puo' condurre. Amour non e' dunque un film gradevole da rivedere, ma a cui basta una sola proiezione per lasciare il segno. Attori superlativi.
Voto: 4 su 5



IRON MAN 3
Avrei potuto tranquillamente considerarlo come un buon film d'intrattenimento, se non avessero creato aspettative enormi per poi proporre una porcheria del genere. Il colpo di scena con il Mandarino sarebbe stato valido in determinate condizioni. Nel film, invece, a neanche meta' film già veniamo a conoscenza della triste realtà. Ma non e' tutto: voragini di sceneggiatura, scene ridicole, grandiosi effetti speciali fini a se stessi. Che la fase 2 della Marvel abbia inizio......si prevedono tanti altri capolavori come questo..... 
Voto: 2,5 su 5 (e sono stato buono)



                               
PAIN & GAIN
Brutto, brutto, brutto. Un film vuoto, demente, ORRIBILE. Se ci tenete al vostro tempo, non guardatelo assolutamente.
Voto: 1 su 5



LINCOLN
Un grande regista+ grandi attori+ uno dei personaggi storici piu' influenti e amati della storia. Dalla somma di questi elementi non poteva che uscire un grande film. Invece, a malincuore mi ha deluso in una maniera incredibile. Cio' che manca a Lincoln e' principalmente il ritmo, quel qualcosa che ti incolla allo schermo. Certo, comparto tecnico fantastico, attori magistrali, ambientazione curatissima ma manca la spina dorsale. Ribadisco una delle frase riferite a questo film che ho sentito negli ultimi medi: Ottimo documentario, ma il cinema dov'è? Sono d'accordo. Peccato, davvero noioso.
Voto: 3 su 5



LA CASA
Lo scopo di un film horror e' spaventare o almeno suggestionare, se fa l'effetto opposto significa che qualcosa non va. La casa, remake del cult horror di Raimi, presenta scene ridicole e al limite della parodia. Comicità' garantita. Visivamente curato ma anche qui manca la spina dorsale. 
Voto: 3 su 5



WOLVERINE L'IMMORTALE
L'idea non era male e sebbene alcune scene d'azione siano notevoli, la sceneggiatura è talvolta forzata. Ridicolo il finale.
Voto: 2,5 su 5



PERCY JACKSON- IL MARE DEI MOSTRI
Ridicolo. Punto
Voto: 1 su 5




AFTER EARTH
Shyamalan una domanda: Ma perchè? Ci sei o ci fai? Perché ridursi cosi'? Non tanto per le radici puramente commerciali del film, ma bensì per come è stato realizzato. Anche qui buchi di sceneggiatura e tante tante imperfezioni. Ma coloro che hanno realizzato questi pseudo effetti speciali sono stati pagati per aver contribuito ad uccidere il film? 
Voto: 2,5 su 3



RE DELLA TERRA SELVAGGIA
Sopravvalutatissimo. Film noioso, banale e tanto ma tanto ma tanto RUFFIANO.
Voto: 3 su 5


                                                                       VITA DI PI
Ci sono film che ti lasciano letteralmente senza parole semplicemente aprendo gli occhi. Vita di Pi e' una poesia visiva, che alterna scene fantastiche a riflessioni sulle religioni e sulle varie culture. Anche se alcune scene si rivelano esser ridicole e fuori luogo, come quella dell'isola, Vita di Pi rimane uno dei film migliori dell'anno. Il giovane protagonista Suraj Sharma regge un film quasi in solitario, regalando un interpretazione fantastica.
Voto: 4 su 4

ARGO
Film premio Oscar al miglior film 2013.Tratto da un incredibile storia vera, rimasta per molti anni TOP SECRET. Riesce a mantenere la tensione alta dall'inizio ed a emozionare. Ben Affleck, oltre a confermare il suo talento registico, si dimostra anche un ottimo interprete. Oscar meritato
Voto: 4 su 4