Molto spesso Stephen King viene
etichettato come uno scrittore esclusivamente horror-thriller, autore
di storie terrificanti. E nonostante nella maggior parte dei suoi
romanzi il contesto horror faccia in realtà soltanto da sfondo a
tanti altri temi, il famoso romanziere statunitense ha partorito
storie di tutt'altro genere. L'emblema di tutto ciò è la raccolta
datata 1982, Stagioni Diverse, dove King ha dedicato ad ognuna delle
4 stagione un racconto, dai quali sono poi stati tratti 3 film: Le
ali della libertà,
L'allievo
e Stand
by Me - Ricordo di un'estate.
Diretto
da Rob Reiner (regista di un'altro adattamento di un libro di King,
Misery Non deve morire, e anche di Harry ti presento Sally, La storia
fantastica e Codice d'Onore), Stand By me è diventato, a distanza di
28 anni dalla sua uscita nelle sale, un cult intramontabile, riuscito
a colpire e segnare molte generazioni. Il film parla di crescita, del
lungo viaggio verso la maturazione e appunto dell'adolescenza, un
periodo pieno di insicurezze e preoccupazioni ma di cui poi tutti ne
conserviamo un buon ricordo.
Stand By Me è la storia di un viaggio.
Estate 1959, periodo che precede l'inizio delle scuole. Nella
cittadina di Castle Rock (frutto della fantasia di Kink e
ambientazione di molti suoi romanzi), un gruppo di 4 ragazzi di 12
anni pronti a passare al Ginnasio, si avventurano alla ricerca del
corpo di un ragazzo della loro stessa età scomparso 3 giorni prima.
Nel caso fossero riusciti a ritrovarlo, loro pensano che sarebbero
diventati famosi e che tutte le tv e i giornali avrebbero parlato di
loro. Ma il viaggio che faranno, e tutte le avventure che vivranno
insieme, non saranno altro che la metafora di un viaggio interiore
che li condurrà ad una maturazione.
Stand By Me è indubbiamente uno dei
migliori racconti di formazionE di sempre, e questo perché ognuno
dei 4 ragazzi protagonisti è caratterizzato in maniera diversa
rispetto agli altri e di conseguenza non è difficile per lo
spettatore immedesimarsi in almeno uno di loro.
Gordie
Lachance, interpretato da Wil Wheaton, è il protagonista e la voce
narrante. Il
film inizia con la scena in cui Gordie ,ormai cresciuto, vede dei
ragazzi in biciclette fare un giro insieme ed è cosi' che gli viene
in mente l' avventura vissuta con i suoi amici quando aveva 12 anni.
La voce narrante, che racconta
la
storia in maniera ironica ,quasi come una fiaba, è di Richard
Dreyfuss nella versione originale mentre in quella italiana fu
affidata al caldo e fascinoso timbro di Mario Cordova.
Gordie
è
un ragazzo intelligente, sensibile e con un grande talento nel creare
storie, il suo sogno infatti è diventare scrittore, ma anche molto
introverso. Egli
vive però una situazione famigliare difficile: suo fratello
maggiore, al quale era molto legato, muore in un incidente stradale e
ciò lascia i genitori in una stato di shock. Il padre ha sempre
avuto una preferenza per il fratello, il quale era un promettente
giocatore di football. Gordie si sente dunque insicuro, non si è mai
sentito apprezzato dal padre e con la morte del fratello non ha più
nessuno con cui aprirsi. Trova cosi' negli
amici il modo per poter condividere quello che si è tenuto dentro.
CHRIS
CHAMBERS, intepretato da River Phoenix (che poi sette anni dopo mori'
a causa di un overdose), è il leader del gruppo.
I membri della sua famiglia hanno una pessima reputazione, per cui
qualsiasi cosa succeda gli viene data la colpa a priori, benché
possieda una discreta intelligenza e sia piuttosto maturo e
riflessivo. Gordie
trova una sorta di confessore in Chris, il quale capisce
il talento dell'amico per la scrittura e lo sprona a non sprecare il
dono che ha ricevuto e anzi', a cercare di sfruttarlo nel migliore
dei modi
Teddy
Duchampè un ragazzo molto eccentrico con degli enormi occhiali
da vista. Il padre,
un
ex-militare partecipante allo sbarco in Normandia, gli ha bruciato
un orecchio ma nonostante ciò
Teddy
continua a volergli bene e a difenderlo.
Vern Tessio è un ragazzo timido, pauroso e in sovrappeso. Si dimentica tutto facilmente e viene perciò preso spesso in giro dagli altri.
Reiner
riesce a trasportare sullo schermo il romanzo di King in maniera
brillante e autentica, realizzando un film maturo e pieno di cuore,
al quale è impossibile non voler bene. Il regista voleva che i
giovani interpreti rimanessero loro stessi, ed infatti li ha
selezionati tenendo conto della loro vere personalità.
Nonostante
ci siano dei cambiamenti, King ha considerato questo film come il
miglior adattamento di una sua opera, in quanto secondo lui il cuore
del libro rimane inalterato. “Film e libri sono
come mele e arance, sono entrambi buonissimi ma hanno sapori
completamente diversi. Se funziona, sono felice. È fantastico”
esclama lo scrittore, il quale ha anche
rivelato che per scrivere questo racconto ha preso ispirazione da
avventure che ha realmente vissuto nel periodo in cui era un ragazzo.
Quello
dell'adolescenza è un periodo particolare, alla continua ricerca
della propria strada,del proprio posto nel mondo, di ciò che
vogliamo veramente realizzare.
Durante
il loro viaggio, Gordie, Chris.
Teddy e Vern, si troveranno ad affrontare tante avventure che li
condurranno dalla inevitabile spensieratezza giovanile ad una
maturazione interiore e ad una presa di coscienza del pericolo.
Nessuno nel corso della propria vita rimane uguale. Si cambia spesso,
si diventa persone diverse e questo anche grazie al grande bagaglio
di esperienze maturate passo dopo passo. E sebbene questi cambiamenti
avvengano in maniera graduale, ci sono sempre degli eventi, dei
momenti, dei periodi, in cui ci si rende conto di tante cose
decidendo di cambiare radicalmente rotta. Ma il passato non si
dimentica e i detriti di ciò che siamo stati continuano a restarci
dentro. Questo è raccontato in Stand By Me, un film di prime volte.
Il primo contatto con il pericolo, il primo contatto con la paura, il
primo contatto con la morte, IL PRIMO CONTATTO CON IL MONDO VERO E
PROPRIO. Commovente il finale, in cui il protagonista racconta tutto
quel che è successo decidendo di concludere il suo libro con una
frase che è subito entrata nell'immaginario collettivo: "Non ho mai
più avuto amici come
quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?"
Stand
By me è un film da vedere, rivedere e soprattutto immedesimarsi nei
personaggi o meglio, cercare di rivivere quello che fu (nel caso del
film il viaggio), il periodo o l'evento che ha cambiato per sempre la
nostra vita.
Ecco la mia video recensione:
