giovedì 23 gennaio 2014

RECENSIONE: "LO SGUARDO DI SATANA- CARRIE" (2013- Regia di Kimberly Peirce

Che il cinema hollywoodiano sia a corto di idee, e che perciò si debba puntualmente ricorrere a sequel/reboot/remake, è ormai chiaro a tutti. Questa volta tocca a Carrie, primo grande bestseller di Stephen King e già portato sul grande schermo nel 1976 da Brian DePalma in quello che oggi è considerato come uno dei più grandi cult della storia del cinema horror. Impossibile dimenticare la magnifica Sissy Spacek che, ricoperta di sangue, vaga per la palestra della scuola distruggendo tutto ciò che la circonda o, per i cinefili più accaniti, i magistrali piani sequenza e le dolci zoomate adoperate dal famoso regista per mettere in scena questa agghiacciante storia. Ebbene, questa volta ci prova Kimberly Peirce e ad interpretare Carrie troviamo la bellissima (fin troppo) Chloë Grace Moretz , mentre nel ruolo della maniacale madre Margaret, che fu di Piper Laurie, questa volta c'è Julianne Moore. Carrie White è una ragazza introversa e dotata di telecinesi. La madre, una fanatica religiosa, costringe la figlia a restare chiusa in casa a pregare Dio per il perdono dei peccati. Quando i suoi compagni di scuola avranno l'idea di umiliarla davanti a tutti al Ballo della Scuola, l potere di Carrie esploderà in tutta il suo tragico potere distruttivo. Lo scopo principale di questo nuovo film doveva essere di proporre nuovamente la storia, ma in maniere più moderna e rimanendo fedele al materiale di partenza. Obiettivo raggiunto a metà. Lo sguardo di Satana- Carrie è un film discreto, certamente molto molto distante dal capolavoro di De Palma, ma neanche cosi' orrendo come ho letto da molti definire. Il principale cambiamento in questo remake sta proprio nel personaggio di Carrie, che si rende conto dei suoi poteri sin dall'inizio e si informa per poi prenderne totalmente coscienza. Per il resto, eccetto qualche altro piccolo cambiamento, in molte scene sembra la perfetta fotocopia del film di De Palma. Oltre a questo, i principali problemi a mio parere sono 2. La Moretz, pur essendo bravissima, è troppo bella per essere credibile in ruolo del genere. Nel riuscito tentativo di modernizzare il tutto (interessante l'idea di inserire il web come nuovo strumento del bullismo moderno), la pellicola perde la cupezza che dovrebbe contraddistinguere un film horror ,divenendo quasi un teen movie. E poi, anche se minore, il sangue in CGI non si può proprio vedere. In compenso, la regia non è male, Julianne Moore è credibile nel ruolo della madre (sebbene abbia ancora davanti agli occhi la magistrale Piper Laurie) e la scena della doccia è fatta piuttosto bene. Ma infine è palese che questo film sia soltanto l'ennesimo remake senza cuore, progettato solo per fare soldi, ed ecco perché dinanzi ai tanti barcollamenti di sceneggiatura ci si lascia andare a considerare questo film come un semplice filmetto. Lo Sguardo di Satana  è un film gradevole, anche se il vero Carrie cinematografico è e continuerà ad essere il capolavoro del 1976.

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