Che il
cinema hollywoodiano sia a corto di idee, e che perciò si debba
puntualmente ricorrere a sequel/reboot/remake, è ormai chiaro a
tutti. Questa volta tocca a Carrie, primo grande bestseller
di Stephen King e già portato sul grande schermo nel 1976 da Brian
DePalma in quello che oggi è considerato come uno dei più grandi
cult della storia del cinema horror. Impossibile dimenticare la
magnifica Sissy
Spacek
che, ricoperta di sangue, vaga per la palestra della
scuola distruggendo tutto ciò che la circonda o, per i cinefili più
accaniti, i magistrali piani sequenza e le dolci zoomate adoperate dal
famoso regista per mettere in scena questa agghiacciante storia.
Ebbene, questa volta ci prova Kimberly
Peirce e ad
interpretare Carrie troviamo la bellissima (fin troppo) Chloë
Grace Moretz ,
mentre nel ruolo della maniacale madre Margaret,
che fu di Piper
Laurie,
questa volta c'è
Julianne Moore.
Carrie White è una ragazza introversa e dotata di telecinesi. La
madre, una fanatica religiosa, costringe la figlia a restare chiusa
in casa a pregare Dio per il perdono dei peccati. Quando i suoi
compagni di scuola avranno l'idea di umiliarla davanti a tutti al
Ballo della Scuola, l potere di Carrie esploderà in tutta il suo
tragico potere distruttivo. Lo
scopo principale di questo nuovo film doveva essere di proporre
nuovamente la storia, ma in maniere più moderna e rimanendo fedele
al materiale di partenza. Obiettivo raggiunto a metà. Lo sguardo di
Satana- Carrie è un film discreto, certamente molto molto distante
dal capolavoro di De Palma, ma neanche cosi' orrendo come ho letto da
molti definire. Il principale cambiamento in questo remake sta
proprio nel personaggio di Carrie, che si rende conto dei suoi poteri
sin dall'inizio e si informa per poi prenderne totalmente coscienza.
Per il resto, eccetto qualche altro piccolo cambiamento, in molte
scene sembra la perfetta fotocopia del film di De Palma. Oltre a
questo, i principali problemi a mio parere sono 2. La Moretz, pur
essendo bravissima, è troppo bella per essere credibile in ruolo del
genere. Nel riuscito tentativo di modernizzare il tutto (interessante
l'idea di inserire il web come nuovo strumento del bullismo moderno),
la pellicola perde la cupezza che dovrebbe contraddistinguere un film
horror ,divenendo quasi un teen movie. E poi, anche se minore, il
sangue in CGI non si può proprio vedere. In compenso, la regia non è male, Julianne
Moore è credibile nel ruolo della madre (sebbene abbia ancora
davanti agli occhi la magistrale Piper
Laurie) e la scena della doccia è fatta piuttosto
bene. Ma infine è palese che questo film sia soltanto l'ennesimo remake senza cuore, progettato solo per fare soldi, ed ecco perché dinanzi ai tanti barcollamenti di sceneggiatura ci si lascia andare a considerare questo film come un semplice filmetto. Lo Sguardo di Satana è un film
gradevole, anche se il vero Carrie cinematografico è e continuerà
ad essere il capolavoro del 1976.
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